bassoli_salute

Arriva un momento, credo nella vita di ognuno, in cui ci mettiamo o veniamo messi in discussione.
A volte sono gli eventi economici: il cambio di un lavoro, ristrettezze economiche, l’insoddisfazione rispetto ai propri risultati…
Altre sono situazioni relazionali: la perdita di una persona cara, il trasferimento in un luogo dove non abbiamo amicizie, la fine di una relazione…
Altre ancora sono cause misteriose persino a noi stessi, la semplice sensazione di non trovare piùun significato nella nostra vita.
Ecco, quando qualcuna, o molte di queste accadono, possiamo rimanere scossi, perplessi sul significato di essere qui e di quello che stiamo facendo.
Per me è successo molti anni addietro, avevo all’incirca tredici anni, la prima volta che ho sentito di essere senza scopo. La mia vita andava bene: avevo una ragazza, mi pagavano per giocare a calcio, avevo amicizie… Sentivo tuttavia che qualcosa mancava nella mia vita, con forza, con determinazione, con disperazione.
Per numerosi anni cercai dappertutto per trovare una soluzione, una via d’uscita: filosofia, letteratura, locali, avventure, poesia, sport, alcool, volontariato, politica. Nulla placava questa sete, questa ricerca…
A diciotto anni ero stanchissimo, ricordo che con un amico scherzavamo su quanto ci sentissimo vecchi. Quell’estate del 1998 trovai un maestro che mi ha accompagnato in questo viaggio, che mi ha portato in India, Spagna, Tunisia, Maiorca, Grecia, alla ricerca di una risposta, del senso dell’essere vivo.
Invece scomparve la domanda quando sperimentai di essere sempre stato qui, che una parte di me non è nata e non morirà… Che essere qui è un viaggio misterioso, senza scopo, se non viverlo.
Avevo ventun anni e in questi dodici anni ho approfondito quell’esperienza, che nelle tradizioni orientali chiamano risveglio, Satori.
Ho studiato lo zen, le neuroscienze, la psicologia occidentale e sperimentato meditazioni di Osho, del sufismo, buddiste, cattoliche, induiste, taoiste… Ritrovando il medesimo silenzio, la primigenia quiete, pura ed intoccata, ogni volta.
Ho quindi cercato una forma per condividere ciò che forma non ha e ho trovato il counseling con il suo approccio centrato sulla persona, l’accettazione incondizionata, la fiducia che il cliente è il maggior esperto di sé e ha le risorse per realizzare il suo sogno.
Mi sono diplomato e adesso aiuto altri a formarsi e condivido con le persone il viaggio alla ricerca di quello che è il loro sogno, interiore, di relazione, lavorativo… senza distinzioni, con la convinzione che ognuno di noi abbia dentro di sé la bussola del proprio cammino.